Contratto a Tempo Determinato: quale tipo di formazione è prevista?
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Contratto a Tempo Determinato: quale tipo di formazione è prevista?

Se sei alla ricerca di un lavoro, probabilmente avrai già sentito parlare del Contratto a Tempo Determinato, una forma di lavoro subordinato con una durata prestabilita. Sapevi, però, che i corsi di formazione sono previsti anche per questo tipo di assunzione?

Molte persone, infatti, sono portate erroneamente a pensare che, data la durata di tempo limitata, non sia possibile seguire dei percorsi formativi, che possano migliorare le proprie capacità e competenze.

In realtà, stando al D. Lgs. 81/2008, ovvero il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, alcuni corsi di formazione risultano persino obbligatori, soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei rischi all’interno dell’ambiente aziendale. A questi si aggiungono anche eventuali corsi finanziati da Forma.Temp, tra cui figurano quelli On The Job, studiati appositamente per apprendere competenze direttamente sul campo.

La formazione con il Contratto a Tempo Determinato

Il Contratto a Tempo Determinato è disciplinato dal D. Lgs. 81/2015 e all’articolo 26 specifica che sono gli stessi contratti collettivi che devono offrire ai dipendenti “opportunità di formazione adeguata, per aumentare la qualificazione, promuovere la carriera e migliorare la mobilità occupazionale". 

In particolare, i lavoratori a tempo determinato (compresi quelli part-time) possono accedere ad un catalogo corsi variegato, come quelli proposti da Howay, che risultano gratuiti perché finanziati dal Fondo Forma.Temp.

La preparazione che viene fornita può spaziare in numerosi ambiti diversi ed essere raggruppata nel seguente modo:

  • Formazione di Base: fornisce conoscenze fondamentali per l'inserimento lavorativo, come imparare ad usare Excel oppure Adobe.​
  • Formazione Professionale: mira all'acquisizione di competenze specifiche richieste dal mercato del lavoro, come il corso per Addetto al Carrello Elevatore.​
  • Formazione On the Job: esperienza pratica sul campo per apprendere competenze direttamente nel contesto lavorativo, in base alle necessità dell’azienda

In quest’ultimo caso, l’apprendimento potrebbe avvenire in affiancamento ad un docente identificato tra i dipendenti più esperti dell'azienda. Possono rientrare in questa categoria, per esempio, il corso anticendio e il primo soccorso. In ogni caso, la durata della formazione non può superare i 5 giorni totali o il 10% della durata del contratto.

A questi si aggiungono anche i corsi legati alla sicurezza sul lavoro, che risultano obbligatori in base al D. Lgs. 81/2008 per tutti i dipendenti, compresi quelli assunti a Tempo Determinato, e devono essere somministrati entro 60 giorni dalla stipula del contratto. Questa formazione comprende un modulo generale di 4 ore e un modulo specifico la cui durata varia in base al livello di rischio dell'azienda:​

  • Rischio basso - 4 ore​
  • Rischio medio - 8 ore​
  • Rischio alto - 12 ore 

Quali sono gli altri diritti previsti dal Contratto a Tempo Determinato?

Come abbiamo chiarito, dunque, qualsiasi dipendente assunto con un Contratto a Tempo Determinato ha diritto a ricevere adeguata formazione, sia per quanto riguarda l’aspetto legato alla sicurezza sul lavoro, sia per quanto riguarda il miglioramento delle proprie capacità.

Migliorare le proprie qualifiche, infatti, potrebbe risultare estremamente utile in vista di una possibile assunzione futura a Tempo Indeterminato. Ma oltre alla formazione, quali sono gli altri diritti previsti dalla legge per il dipendente assunto a termine?

Possiamo riassumerli come segue:

  • Parità di trattamento: i lavoratori a tempo determinato hanno diritto allo stesso trattamento economico e normativo dei dipendenti a tempo indeterminato che svolgono mansioni equivalenti. Questo include retribuzione, ferie, permessi, malattia e accesso alla formazione professionale.

  • Diritto di precedenza: un lavoratore che ha prestato servizio per almeno 6 mesi presso la stessa azienda con un contratto a termine ha il diritto di precedenza nelle assunzioni a Tempo Indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, per le stesse mansioni già svolte. Inoltre, le lavoratrici in congedo di maternità hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a termine per le stesse mansioni nei 12 mesi successivi alla conclusione del loro contratto.

  • Indennità di fine rapporto (TFR): al termine del contratto, il lavoratore ha diritto al trattamento di fine rapporto, calcolato in base alla retribuzione percepita e alla durata del rapporto di lavoro.

Infine, l’azienda non può assumere con un Contratto a Tempo Determinato se nello stesso reparto lavorativo ci sono stati licenziamenti di massa negli ultimi 6 mesi nella stessa mansione; fanno eccezione i contratti somministrati per sostituire personale assente, per assumere gli iscritti alle liste di mobilità e che non abbiano una durata maggiore di 3 mesi.

Quando viene applicato il Contratto a Tempo Determinato?

Come già anticipato, il contratto di lavoro a tempo determinato è una tipologia di rapporto lavorativo subordinato caratterizzato da una durata ben definita, indicata nel documento stesso, disciplinato principalmente dal Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015.

A livello di trattamento previsto è identico al Contratto a Tempo Indeterminato, prevedendo quindi la retribuzione inquadrata secondo il CCNL, con ferie, permessi, malattia e formazione professionale pagati dall’Azienda.

Le aziende possono optare per contratti di questo tipo in diverse circostanze, principalmente legate ad esigenze temporanee o specifiche che non giustificano l'assunzione a Tempo Indeterminato. Si pensi, per esempio, ad un dipendente in malattia, oppure in congedo.

Secondo la normativa vigente, le principali situazioni in cui è possibile ricorrere a tali assunzioni includono:

  • Esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività: quando l'azienda deve affrontare attività straordinarie non previste nella routine operativa, come progetti speciali o eventi occasionali.

  • Esigenze sostitutive: per sostituire temporaneamente lavoratori assenti per motivi come maternità, malattia o congedi, garantendo la continuità operativa senza modificare la struttura occupazionale a lungo termine.

  • Incrementi temporanei dell'attività ordinaria: in presenza di picchi di lavoro stagionali o legati a particolari periodi dell'anno, come festività o lancio di nuovi prodotti, che richiedono un aumento temporaneo del personale.

Contratto a Tempo Determinato: durata e proroghe

La durata massima di un Contratto a Tempo Determinato è generalmente di 12 mesi. Tuttavia, può essere estesa fino a 24 mesi in presenza di specifiche esigenze del datore di lavoro, come quelle temporanee e oggettive estranee all'ordinaria attività, sostituzione di altri lavoratori o altre esigenze previste dai contratti collettivi.

Il contratto può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale è inferiore a 24 mesi e per un massimo di quattro volte nell'arco di 24 mesi, indipendentemente dal numero dei contratti. Se il numero delle proroghe supera questo limite, il contratto si trasforma automaticamente in un rapporto a Tempo Indeterminato a partire dalla data della quinta proroga. 

Nel caso di successione di contratti a tempo determinato tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, è previsto un intervallo minimo tra la cessazione di un contratto e la stipula del successivo. Il tempo previsto è di 10 giorni se il contratto precedente aveva una durata fino a 6 mesi, e di 20 giorni se superiore. La mancata osservanza di questi intervalli comporta la trasformazione del contratto in un rapporto a Tempo Indeterminato.

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