CCNL Metalmeccanico: cosa prevede il diritto soggettivo alla formazione
Formazione privata

CCNL Metalmeccanico: cosa prevede il diritto soggettivo alla formazione

Ogni contratto di lavoro prevede il diritto alla formazione, ma per quanto riguarda il CCNL Metalmeccanico sono state date delle disposizioni di legge ben precise, specificate all’articolo 7 del contratto nazionale, che si riferiscono al diritto soggettivo alla formazione.

In sostanza, si prevedono 24 ore di formazione per ciascun dipendente, fruibili nell’arco di 3 anni per acquisire competenze tecniche, gestionali, trasversali, linguistiche o informatiche. Si tratta di un progetto nato per favorire lo sviluppo delle proprie capacità alla luce di un mercato del lavoro in continua evoluzione, garantendo vantaggi sia per le aziende, che per i singoli dipendenti.

L’esperienza di Howay nel settore della formazione è diventata da anni una guida per numerose Aziende, al fine di supportarle nella scelta dei corsi più adatti da offrire al personale, per restare competitivi nel proprio settore e sviluppare le skills di base. In questo articolo scopriremo cosa prevede il diritto soggettivo alla formazione presente nel CCNL Metalmeccanico.

Cosa prevede il CCNL Metalmeccanico sul diritto soggettivo alla formazione

Il diritto soggettivo alla formazione nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per l'Industria Metalmeccanica rappresenta un'importante misura volta a promuovere la crescita professionale dei lavoratori. Introdotto con il rinnovo contrattuale del 26 novembre 2016 e confermato nei successivi aggiornamenti, garantisce a ciascun dipendente l'opportunità di partecipare a percorsi formativi per un totale di 24 ore nell'arco di ogni triennio contrattuale

La normativa di riferimento è delineata nell'articolo 7 del CCNL Metalmeccanico, che sottolinea l'importanza della formazione continua come strumento essenziale per la valorizzazione delle competenze individuali e per l'incremento della competitività aziendale. In particolare, la formazione continua è considerata cruciale per affrontare le trasformazioni legate all'innovazione tecnologica e al progresso industriale. 

Avendo anche come obiettivo di valorizzare le risorse umane, il diritto soggettivo alla formazione si applica a tutti i lavoratori a tempo indeterminato, inclusi quelli part-time, con eventuali adattamenti proporzionali. Inoltre, l'Ipotesi di Accordo del 5 febbraio 2021 ha esteso questo diritto anche ai lavoratori a tempo determinato con contratti di durata non inferiore a nove mesi .​

È importante sottolineare che la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prevista dal Decreto Legislativo n. 81/2008, non rientra nel computo delle 24 ore triennali destinate al diritto soggettivo alla formazione. Ciò significa che le aziende devono garantire separatamente sia la formazione obbligatoria in tema di sicurezza sia quella relativa al diritto soggettivo alla formazione continua.

Modalità di esercizio del diritto secondo la legge

Ora che abbiamo chiarito in cosa consiste questa tipologia di diritto alla formazione, ci si potrebbe chiedere come possa esercitarlo il lavoratore. In breve, si deve presentare una richiesta formale all'azienda entro dieci giorni lavorativi dall'inizio dell'attività formativa prescelta. È responsabilità dell'azienda individuare e programmare tali percorsi, in collaborazione con la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), laddove presente. In assenza di iniziative aziendali, i lavoratori possono autonomamente cercare e partecipare a corsi esterni, con un contributo alle spese a carico dell'azienda fino a un massimo di 300 euro. ​

I soggetti abilitati a erogare questi percorsi formativi includono:​

  • Enti riconosciuti dal Ministero del Lavoro ai sensi dell'articolo 1 della legge n. 40/1987;​

  • Enti accreditati secondo le normative regionali per la formazione continua;​

  • Enti certificati UNI EN ISO 9001:2008, settore EA 37, con validità per le sedi di svolgimento delle attività formative. ​

A tal proposito, l’ente formativo Howay può supportare le aziende nella scelta di percorsi formativi strutturati che possano garantire lo sviluppo delle competenze individuali dei propri dipendenti e adempiere agli obblighi normativi del CCNL.

Facciamo presente che le attività formative devono svolgersi durante l'orario di lavoro, senza comportare una riduzione della retribuzione. Se l'azienda non riesce a garantire le 24 ore di formazione entro il triennio, le ore che avanzano possono essere cumulate a quelle dell’aggiornamento contrattuale successivo. 

Viceversa, se il lavoratore non sfrutta il proprio diritto alla formazione entro il triennio, le ore non utilizzate non sono cumulabili con il triennio successivo e vengono quindi perse. Pertanto, consigliamo di pianificare con attenzione la propria formazione per beneficiare appieno delle opportunità offerte dal contratto.

CCNL Metalmeccanico: quali sono le competenze che si possono sviluppare?

Il CCNL Metalmeccanico attribuisce alle aziende il compito di individuare e programmare, anche con il supporto di Howay, percorsi formativi adeguati alle esigenze dei lavoratori e coerenti con il contesto produttivo. Questi percorsi possono riguardare, per esempio, l'acquisizione di competenze trasversali, linguistiche, digitali, tecniche o gestionali, con l'obiettivo di migliorare l'adattabilità dei lavoratori alle evoluzioni del mercato del lavoro.

Vediamo più nel dettaglio cosa prevedono le diverse aree di sviluppo:​

  • Competenze digitali: mirano a colmare il divario tecnologico, consentendo ai lavoratori di adattarsi alle innovazioni dell'Industria 4.0 e migliorare l'efficienza operativa. ​

  • Competenze tecniche: aggiornano e perfezionano le conoscenze specifiche del mestiere, migliorando la qualità del lavoro e la produttività.

  • Competenze gestionali: sviluppano abilità di leadership, gestione del tempo e delle risorse, fondamentali per ruoli di coordinamento e supervisione. ​

  • Competenze linguistiche: potenziano la conoscenza di lingue straniere, facilitando la comunicazione in contesti internazionali e ampliando le opportunità di mercato. ​

  • Competenze trasversali: includono capacità di problem solving, lavoro di squadra e comunicazione efficace, essenziali per un ambiente lavorativo collaborativo e dinamico. ​

Tali competenze sono progettate per rispondere alle esigenze sia dei lavoratori che delle aziende, promuovendo l'innovazione industriale anche dal punto di vista del personale coinvolto.

I vantaggi per le Aziende e i dipendenti

L'esercizio del diritto soggettivo alla formazione comporta dei vantaggi per tutti i soggetti coinvolti. In particolare, per le aziende si prevede:

  • Un incremento della produttività, poiché l'aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti migliora l'efficienza operativa e la qualità del lavoro svolto. ​

  • Una riduzione del turnover, in quanto investendo nella formazione, aumenta la soddisfazione e la fidelizzazione dei dipendenti, diminuendo la propensione a lasciare l'azienda.

  • Una maggior adattabilità alle innovazioni, poiché la formazione continua permette alle aziende di rimanere competitive, facilitando l'adozione di nuove tecnologie e processi produttivi.​

Ogni lavoratore del settore metalmeccanico dovrebbe usufruire del proprio diritto di formazione continua, prima di tutto perché consente di acquisire nuove abilità, aumentando la professionalità e il valore sul mercato del lavoro. Con la tecnologia in continua e evoluzione e il mercato globalizzato in ogni ambito, è impensabile non aggiornarsi per tempo.

Inoltre, avere delle competenze aggiornate riduce il rischio di obsolescenza professionale, offrendo maggiore stabilità occupazionale. Ciò significa che il rischio di rimanere disoccupati si riduce considerevolmente. Da non trascurare, infine, il fatto che la formazione apre le porte a possibilità di avanzamento di carriera e a ruoli di maggiore responsabilità all'interno dell'azienda, come quelli dirigenziali e manageriali.

In sostanza, l'attuazione del diritto alla formazione continua crea un circolo virtuoso che beneficia l'intero ecosistema aziendale, promuovendo lo sviluppo professionale dei lavoratori e la competitività delle imprese.

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9/7/2026

Corso Excel avanzato con AI: analisi dei dati e reporting potenziati

Potresti essere un impiegato amministrativo che ogni mese ricostruisce lo stesso report a mano, un analista alle prime armi che si perde tra formule annidate, oppure un responsabile convinto che dietro quei fogli di calcolo si nasconda molto più di quello che riesce a tirarne fuori. Se usi Excel tutti i giorni ma hai la sensazione di sfruttarne solo una piccola parte, allora ci sono dei Corsi che possono aiutarti a crescere e migliorare le tue Skills.

Excel è da decenni uno degli strumenti più diffusi nel mondo del lavoro, ma qualcosa è cambiato: l'arrivo dell'intelligenza artificiale sta rendendo il foglio di calcolo ancora più potente, veloce e accessibile. Conoscere Excel a livello avanzato, oggi, significa anche saperlo affiancare all'AI — ed è proprio la combinazione delle due cose a fare la differenza sul lavoro.

In questo articolo vediamo perché Excel resta una competenza preziosa, come questi strumenti ne moltiplicano le potenzialità e quali percorsi di Howay permettono di padroneggiarlo davvero, dall'analisi dei dati fino alla Business Intelligence con Power BI.

Perché Excel è (ancora) una competenza che fa la differenza

Potrà sembrare strano parlare di Excel come di una competenza "avanzata" nel 2026, eppure resta uno dei requisiti più citati negli annunci di lavoro e uno degli strumenti più trasversali in assoluto: lo usano l'amministrazione e la contabilità, il marketing e le vendite, le risorse umane e il project management. Non è più soltanto un foglio di calcolo, ma un vero e proprio strumento di supporto alle decisioni.

Il punto è che tra il "saper usare Excel" e il "padroneggiarlo" c'è un abisso. Chi si ferma alle quattro operazioni e a qualche somma lascia sul tavolo gran parte del suo potenziale: tabelle pivot, formule di aggregazione, automazioni, connessioni a fonti dati esterne. Abbiamo raccontato più in generale come muovere i primi passi nell'articolo Come imparare ad usare Excel con i percorsi Howay; qui facciamo un passo avanti e guardiamo al livello avanzato, quello che oggi si intreccia sempre più con gli strumenti di AI.

Excel e intelligenza artificiale: come l'AI sta cambiando il foglio di calcolo

È qui che le cose si fanno interessanti. Microsoft ha integrato in Excel il proprio assistente, Copilot, che permette di scrivere formule, costruire tabelle e ricavare analisi semplicemente descrivendo a parole ciò che serve. A questo si affianca un'abitudine ormai diffusa: usare assistenti come ChatGPT, Claude e Perplexity al fianco di Excel, per farsi costruire una formula complessa, capire perché un calcolo non torna, generare una macro in VBA o impostare una trasformazione dei dati.

Il risultato è che operazioni che un tempo richiedevano ore — o la consulenza di un collega più esperto — oggi si sbloccano in pochi minuti. Attenzione, però, a un equivoco diffuso: l'AI non sostituisce la competenza, la accelera. Per formulare la richiesta giusta, riconoscere al volo un risultato sbagliato e adattarlo al proprio contesto bisogna comunque sapere come ragiona Excel. In altre parole, questi strumenti sono una marcia in più per chi ha già basi solide, non una scorciatoia per chi non le ha. Ecco perché investire in una formazione avanzata, oggi, conviene più che mai: permette di guidare l'AI invece di subirla.

Analisi dei dati e reporting con Excel: il corso avanzato di Howay

Il percorso più adatto a chi vuole fare questo salto è Analisi dei dati e reporting con Excel, in programma dal 5 al 26 novembre 2026 in modalità webinar (12 ore, 400 € oltre IVA, aperto sia ai privati sia alle aziende). È pensato per chi non vuole più limitarsi a "compilare" fogli, ma desidera trasformare i numeri in informazioni utili per decidere.

Il programma entra nel cuore delle funzionalità che fanno la differenza:

  • Data shaping e formule avanzate: tecniche per modellare i dati importati e formule evolute di aggregazione e pulizia, per mettere ordine anche in dataset disordinati.
  • PowerQuery e connessioni dati: importazione e trasformazione con PowerQuery, con collegamenti a fonti esterne e interne, database e sorgenti web, così da smettere di copiare e incollare a mano.
  • Analisi e simulazione: strumenti come ricerca obiettivo, scenari, tabelle dati e risolutore, per rispondere a domande del tipo "cosa succede se…" e costruire report grafici chiari e leggibili.

Al termine, chi frequenta almeno il 70% delle lezioni riceve un attestato di partecipazione e la certificazione digitale Open Badge, riconosciuta a livello internazionale. È, di fatto, il corso "Excel avanzato" del momento: le edizioni dedicate a Excel base e avanzato hanno già concluso il proprio ciclo, ma restano attivabili su misura per chi ne avesse bisogno.

Corso di Power BI: dal foglio di calcolo alla Business Intelligence

Quando i dati crescono e i report iniziano a moltiplicarsi, Excel da solo può non bastare più. È il momento di fare un ulteriore passo avanti, verso la Business Intelligence vera e propria. Il Corso di Power BI di Howay, in programma dal 29 settembre al 27 ottobre 2026 (16 ore in webinar, 500 € oltre IVA, per privati e aziende), accompagna proprio in questa transizione.

Power BI è lo strumento Microsoft che permette di raccogliere grandi quantità di dati, incrociarli e trasformarli in report e dashboard interattive, facili da leggere anche per chi non è un tecnico. Durante il percorso si affrontano i concetti chiave della disciplina — report, dashboard e KPI — insieme alla preparazione dei dati, al modello dati, all'introduzione del linguaggio DAX e alla costruzione di oggetti visuali, filtri, drill-through, tabelle e misure. Un modo concreto per passare dai numeri "grezzi" a una fotografia chiara dell'andamento aziendale, su cui basare decisioni rapide e informate.

A chi si rivolgono i corsi e come iniziare

Entrambi i percorsi sono aperti tanto ai privati quanto alle aziende. Per un professionista rappresentano un'occasione di upskilling molto concreta, tra le competenze più spendibili sul mercato; per un'impresa sono un modo per rendere le proprie persone più autonome ed efficienti nella gestione dei dati. E chi si iscrive con almeno 60 giorni di anticipo riceve anche un omaggio formativo esclusivo grazie al Giveaway di Howay.

Noi di Howay costruiamo i nostri percorsi in modo flessibile: se le date in calendario non fossero comode, o se servisse un programma cucito su esigenze specifiche, è sempre possibile richiedere una soluzione personalizzata, per un singolo partecipante o per un intero team. Puoi esplorare l'intero catalogo su howay.it/corsi o scriverci a info@howay.it per costruire insieme il percorso più adatto a te. Perché, soprattutto oggi che l'AI alza l'asticella, saper padroneggiare davvero i dati è una delle competenze che fanno la differenza.

Approfondimenti:

8/7/2026

Offerte di lavoro per docenti e formatori: le posizioni aperte in Howay nel 2026

Potresti essere un tecnico con anni di esperienza sul campo, un'insegnante di inglese, un consulente del lavoro o un mago di Excel — e avere voglia di trasmettere ciò che sai a chi vuole crescere. Se ti sei mai chiesto come si diventa formatore e, soprattutto, dove trovare incarichi di docenza concreti, sei nel posto giusto.

Dietro ogni corso aziendale, ogni percorso finanziato e ogni aula — fisica o online — c'è qualcuno che insegna. E quel qualcuno, sempre più spesso, non è un dipendente interno ma un collaboratore esterno, scelto proprio per l'esperienza diretta che porta con sé. È una tendenza che apre opportunità reali a chi ha una professione alle spalle e vuole affiancarle l'insegnamento.

In questo articolo vediamo come funziona collaborare come docente in libera professione, quali profili cerchiamo oggi in Howay e come proporti.

Chi è il docente libero professionista nella formazione

Il docente libero professionista collabora con enti e aziende senza vincolo di dipendenza, mettendo la propria competenza al servizio di singoli corsi o interi percorsi. Non è un semplice insegnante: è qualcuno che ha lavorato, o lavora tuttora, nel proprio settore e sa tradurre quel bagaglio in contenuti utili, applicabili da subito.

È una formula che offre grande flessibilità: consente di alternare l'attività principale con le docenze, di collaborare con più committenti e di misurarsi con pubblici e format diversi, dall'aula tradizionale al webinar. A tal proposito, insegnare è anche un modo per ampliare la propria rete di contatti e arricchire il proprio profilo, restando al passo con ciò che il mercato chiede. Non sorprende, quindi, che questa strada sia sempre più battuta da chi vuole dare valore a ciò che sa fare.

Come funziona la collaborazione con Howay

Noi di Howay costruiamo con i nostri docenti rapporti pensati per durare, basati su fiducia reciproca e crescita condivisa. La selezione è seria e certificata — seguiamo la norma ISO 9001 e la linea guida EA 37, con la verifica di un ente terzo — e valuta ogni candidatura su tre aspetti: preparazione tecnica, capacità comunicativa e attitudine a trasmettere valore reale in aula. Anche dopo, la qualità resta al centro: solo chi mantiene un gradimento dei partecipanti superiore a 8 su 10 prosegue con nuovi incarichi.

Cosa significa, in concreto, lavorare con noi? Significa formazione di valore, con percorsi ben progettati e un impatto reale sull'apprendimento; un ambiente stimolante, che accompagna chi insegna in ogni fase, dalla progettazione dei contenuti fino ai risultati; e sviluppo continuo, grazie alla possibilità di confrontarsi con clienti, pubblici e format molto diversi tra loro. Ne abbiamo parlato più a fondo nell'articolo dedicato, Cercasi Docenti per Corsi di Formazione, a cui ti rimandiamo per approfondire il nostro approccio.

Le offerte di lavoro per docenti attualmente aperte

Ma quali profili cerchiamo, in concreto? La varietà è forse la cosa più interessante, e racconta bene quanto sia ampio questo mestiere. In questo periodo le collaborazioni disponibili spaziano tra ambiti molto diversi:

  • Lingue e italiano per stranieri: dall'inglese in ambito aziendale, in Lombardia, all'italiano per stranieri, dove serve anche la conoscenza del bengalese, in provincia di Gorizia.
  • Informatica e strumenti digitali: l'analisi dati con Excel nel ravennate, l'uso avanzato di Excel nel trevigiano e la suite Adobe con le sue integrazioni di intelligenza artificiale, in provincia di Lecco.
  • Ambito tecnico: la Direttiva Macchine, a Lucca, per chi unisce una solida preparazione ingegneristica alla conoscenza della normativa.
  • Soft skills e area giuslavoristica: i percorsi dedicati alle soft skills, in Friuli Venezia Giulia, e le collaborazioni per consulenti del lavoro, attive in tutta Italia.
  • Corsi finanziati GOL: la docenza di segreteria per studio medico, in modalità online.

Al momento sono disponibili queste offerte di lavoro; ti invitiamo a consultare la pagina Trainer per conoscere quelle sempre aggiornate, rinnovate di frequente in base ai nuovi percorsi in partenza.

Come proporti, anche con una candidatura spontanea

Candidarsi è semplice. Basta collegarsi alla pagina Trainer, scorrere fino in fondo per leggere gli annunci — ciascuno con requisiti e caratteristiche del ruolo — e compilare il form allegando un curriculum aggiornato. Per farti notare, punta su un CV chiaro e mirato: metti in evidenza le esperienze davvero pertinenti, le certificazioni riconosciute e le docenze già svolte, valorizzando anche il tuo eventuale percorso in contesti aziendali strutturati.

E se in questo momento non trovi un ruolo in linea con il tuo profilo? Ti conviene comunque inviare una candidatura spontanea: tutte le richieste vengono archiviate e riprese non appena si apre un percorso coerente con ciò che sai fare, riducendo i tempi di selezione e aumentando le tue possibilità di essere ricontattato.

Noi di Howay: la formazione parte dalle persone

In qualità di ente di formazione accreditato del gruppo W Group, crediamo che la qualità di un corso nasca prima di tutto da chi lo tiene. Per questo mettiamo i nostri trainer al centro, li supportiamo lungo tutto il lavoro e investiamo su collaborazioni solide e durature.

Se hai competenze consolidate, uno stile didattico coinvolgente e voglia di portare la tua esperienza in aula, questa può essere l'occasione giusta per iniziare un percorso insieme. Dai un'occhiata alle posizioni aperte sulla pagina Trainer e inviaci la tua candidatura: saremo felici di conoscerti.

Approfondimenti:

6/7/2026

Team working: 3 corsi per trasformare un gruppo di persone in una vera squadra

Hai presente quella sensazione di avere intorno persone in gamba, ognuna brava nel proprio ruolo, e vedere però che insieme non ingranano? Le riunioni si allungano senza decidere nulla, le tensioni restano sotto traccia, ciascuno tira per conto proprio. È il segnale che un insieme di individui capaci non fa ancora una squadra: il lavoro di squadra è un'altra cosa, e va costruito.

Non è una questione di buona volontà, ma di competenze. Comunicare con efficacia, guidare le persone e reggere la pressione sono abilità che si allenano, non doti che sbocciano da sole — e la posta in gioco è alta: secondo l'ultima rilevazione Gallup (State of the Global Workplace 2026), a livello mondiale solo il 20% dei lavoratori si sente davvero coinvolto nel proprio lavoro, con l'Europa in fondo alla classifica.

Un'esperienza di team building può accendere la scintilla — sul blog abbiamo già visto quando conviene integrarlo con la formazione, come misurarne l'efficacia nel tempo e se può essere finanziato — ma perché quella scintilla diventi un modo di lavorare servono competenze quotidiane. Qui entrano in gioco tre percorsi Howay, ognuno dedicato a una leva diversa del team working. Vediamoli.

Comunicare con impatto in azienda: capirsi meglio ogni giorno

Il primo ingranaggio di ogni squadra è la comunicazione. Non quella dei grandi annunci, ma lo scambio di tutti i giorni: ascoltare davvero, cogliere i bisogni che nessuno dice ad alta voce, affrontare le questioni spinose senza far saltare la fiducia. È qui che nascono, o si evitano, la maggior parte delle incomprensioni tra colleghi.

Comunicare con impatto in azienda parte proprio da questo. Il percorso, realizzato in partnership con la Scuola Gestalt Coaching, lavora sull'intelligenza emotiva, sulla capacità di entrare in relazione con empatia, sulla gestione delle emozioni e su quella presenza consapevole che rende ogni conversazione più nitida. Sono dodici ore in modalità webinar, in programma dal 7 al 21 ottobre 2026 (450 €), pensate per chi vuole costruire relazioni professionali capaci di reggere anche nei momenti di attrito.

Dal Gruppo al Team: far crescere chi guida la squadra

C'è un fattore che, più di ogni altro, decide se un gruppo diventa squadra: chi lo guida. Lo dice un dato che dovrebbe far riflettere chiunque abbia responsabilità di coordinamento — sempre secondo Gallup, circa il 70% della variazione nel coinvolgimento di un team dipende dal suo responsabile. Quando cresce chi guida, insomma, cresce tutto il gruppo.

È a questo che risponde Dal Gruppo al Team: Strategie per PM ad Alta Leadership, rivolto a Project Manager, team leader e responsabili di funzione. In dodici ore accompagna a costruire fiducia e obiettivi condivisi, a dare feedback che spostano davvero le performance, a trasformare i conflitti in occasioni di crescita e a tenere unite squadre complesse e ibride, tra presenza e lavoro da remoto. Per adattarsi ai ritmi di chi già lavora, è disponibile in due formule da 450 €: una weekend, dal 7 al 28 novembre 2026, e una infrasettimanale, dal 19 novembre al 10 dicembre.

Gestione dello stress: reggere la pressione senza disgregarsi

Immagina ora una fase di picco: scadenze ravvicinate, imprevisti a catena, il carico che sale. È il momento in cui anche i gruppi più solidi rischiano di incrinarsi, perché lo stress non resta mai un fatto privato: si riversa sulle relazioni, sul tono delle riunioni, sulla qualità del lavoro di tutti.

Gestione dello stress nasce per attrezzare le persone ad affrontare proprio questi momenti. Anche questo percorso, in collaborazione con la Scuola Gestalt Coaching, aiuta a riconoscere le proprie fonti di tensione e a trasformarle in risorsa, alternando esercizi esperienziali, consapevolezza del respiro e la costruzione di un piano d'azione personalizzato da portarsi a casa. Bastano otto ore, distribuite tra il 5 e il 12 novembre 2026 (300 €), per acquisire strumenti che tengono insieme lucidità individuale e serenità collettiva.

Tre leve, un unico obiettivo

Comunicazione, guida e gestione della pressione non vivono in compartimenti separati: sono le tre leve che, messe insieme, fanno la differenza tra un insieme di persone e una squadra che funziona. Puoi partire da quella più urgente per la tua realtà oppure combinarle in un percorso, a seconda che tu voglia far crescere te stesso, un collaboratore o l'intero gruppo.

Come ente di formazione accreditato, Howay affianca privati e aziende su tutti e tre i fronti, e progetta anche esperienze di team building su misura per chi vuole completare il quadro. Ogni corso rilascia una certificazione Open Badge riconosciuta a livello internazionale e, iscrivendosi con almeno sessanta giorni di anticipo, dà diritto a un omaggio formativo esclusivo. Perché una squadra che funziona non è mai un colpo di fortuna: è il risultato di competenze che si possono imparare.

Approfondimenti:

1/7/2026

Rendicontazione di Sostenibilità: cos'è, perché si fa e quali obblighi ci sono

Forse ti sarà capitato di sentir parlare di bilancio o rendicontazione di sostenibilità e di chiederti se sia un tema riservato alle grandi multinazionali, oppure qualcosa che riguarda da vicino anche la tua realtà. È una domanda legittima, soprattutto in un periodo in cui la sostenibilità è entrata stabilmente nel linguaggio delle imprese, dei clienti e dei candidati.

Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente, spinto da digitalizzazione, intelligenza artificiale, nuove generazioni e trasformazioni di mercato. In questo scenario, raccontare in modo trasparente il proprio impatto ambientale, sociale e di governance non è più un esercizio d'immagine, ma un modo concreto per costruire fiducia con chi lavora con noi e per noi.

Ecco perché vorremmo approfondire proprio cos'è una rendicontazione di sostenibilità, perché si redige e chi è davvero obbligato a farlo. Poi ti raccontiamo una scelta concreta: quella di Howay, che ha pubblicato la sua prima Relazione di Sostenibilità. Ti spieghiamo anche perché si chiama proprio "Relazione" e non "Rendicontazione", una differenza che ha un significato preciso. Il documento è disponibile per il download in fondo alla pagina.

Cos'è la rendicontazione di sostenibilità e perché si redige

La rendicontazione di sostenibilità è il documento con cui un'organizzazione misura e comunica i propri impegni e i propri impatti su tre dimensioni fondamentali: ambientale, sociale e di governance, quelle che vengono sintetizzate nell'acronimo ESG. In altre parole, è il modo con cui un'azienda mette nero su bianco non solo i risultati economici, ma anche l'effetto delle proprie attività sulle persone, sul territorio e sull'ambiente.

Perché un'impresa dovrebbe farlo? Le ragioni sono diverse e si rafforzano a vicenda. Il documento serve a dare trasparenza verso gli stakeholder — clienti, lavoratori, partner, istituzioni — offrendo una visione chiara e accessibile di come l'organizzazione interpreta la sostenibilità. Allo stesso tempo, rappresenta uno strumento interno prezioso, perché spinge a raccogliere, analizzare e sistematizzare dati che spesso restano sparsi. A tal proposito, a livello europeo il quadro di riferimento è rappresentato dagli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), i principi previsti dalla normativa per garantire che le informazioni siano comparabili e affidabili.

Chi è obbligato a redigere la rendicontazione di sostenibilità

Qui è utile fare chiarezza, perché la normativa è cambiata di recente. L'obbligo nasce dalla CSRD, recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024. Tra il 2025 e il 2026, però, l'Unione Europea è intervenuta con il pacchetto di semplificazione noto come Omnibus I, che ha ridisegnato in modo significativo il perimetro dei soggetti coinvolti.

Il risultato è che l'obbligo si concentra oggi sulle imprese di grandi dimensioni: in sintesi, le realtà che superano sia la soglia dei 1.000 dipendenti sia quella dei 450 milioni di euro di fatturato, oltre alle grandi società quotate già tenute a rendicontare. Gli Stati membri, Italia compresa, dovranno recepire le nuove regole entro il 19 marzo 2027. La conseguenza più rilevante è che la grande maggioranza delle piccole e medie imprese non rientra tra i soggetti obbligati.

Eppure molte organizzazioni scelgono di redigere comunque un documento di sostenibilità in forma volontaria. Le motivazioni sono concrete: rispondere alle richieste della propria filiera, rafforzare reputazione e competitività, attrarre e trattenere talenti sempre più attenti ai valori delle aziende per cui lavorano. È esattamente in questa cornice che si colloca la scelta di Howay.

Da MAW a Howay: una scelta volontaria, in ottica di gruppo

Howay fa parte di W Group, il gruppo all'interno del quale opera anche MAW. Da alcuni anni MAW redige la propria rendicontazione di sostenibilità in forma volontaria, allineandosi progressivamente agli standard europei e costruendo un documento solido e completo.

In coerenza con questo percorso di gruppo, anche Howay ha deciso di muovere il primo passo. Nel 2026, infatti, pubblica per la prima volta la propria Relazione di Sostenibilità: non un obbligo di legge, ma una scelta consapevole. Per una realtà dalle dimensioni contenute, misurarsi in modo strutturato su ambiente, persone e governance significa avviare un sistema interno di raccolta e analisi dei dati ESG e costruire una base di partenza da cui far crescere il proprio impegno negli anni. Il documento, in prospettiva, è destinato a confluire nel futuro bilancio consolidato di sostenibilità di W Group, valido per tutte le società del Gruppo.

Perché si chiama Relazione di Sostenibilità (e non Rendicontazione)

È il punto su cui vale la pena soffermarsi, perché la scelta delle parole non è casuale. La Relazione di Sostenibilità di Howay si appoggia, dal punto di vista metodologico, alla Rendicontazione di Sostenibilità di MAW, che ne costituisce il riferimento principale e più completo, redatta in conformità agli ESRS.

Trattandosi di un primo esercizio volontario, con un approccio prevalentemente narrativo e non ancora pienamente conforme agli standard europei, Howay ha scelto deliberatamente il termine "Relazione" anziché "Rendicontazione". In sostanza, la parola "rendicontazione" identifica il documento strutturato e allineato agli ESRS, mentre "relazione" comunica con onestà che siamo all'avvio di un percorso, con alcuni rimandi al documento più completo di MAW per gli aspetti condivisi. Lungi dall'essere un limite, questa precisione è essa stessa un segno di trasparenza: dire con chiarezza a che punto si è rappresenta già un modo di prendere sul serio la sostenibilità.

Cosa contiene la Relazione di Sostenibilità di Howay

Il documento accompagna il lettore attraverso le tre dimensioni ESG, con dati e iniziative concrete:

  • Ambiente: Howay opera in un settore a impatto diretto contenuto e, nel 2025, ha misurato per la prima volta la propria carbon footprint (Scope 1, 2 e 3), approvvigionandosi di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili.
  • Persone: tra i dati più significativi spiccano il 100% di donne nel top management e l’ottenimento dalla certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, accanto a un sistema di welfare articolato e a iniziative di impatto sociale come "Un Passo in Più", dedicata al contrasto della violenza di genere.
  • Governance: la Relazione descrive il modello organizzativo dell'azienda, il sistema di gestione della qualità certificato ISO 9001:2015 e l'attenzione alla condotta responsabile lungo tutta la catena del valore, dalla selezione dei docenti alla tutela dei corsisti.

I contenuti sono organizzati seguendo gli ESRS risultati materiali per l'azienda, con riferimento alle informazioni generali, ai cambiamenti climatici, alla forza lavoro, ai lavoratori della catena del valore e alla condotta d'impresa.

Scarica la Relazione di Sostenibilità di Howay!

La sostenibilità, però, non si esaurisce in un documento: prima di tutto è una cultura da costruire giorno dopo giorno. In qualità di ente di formazione accreditato, Howay affianca aziende e professionisti anche su questo terreno, con percorsi dedicati ai temi ambientali ed ESG e con esperienze come il Pantonario della sostenibilità o le attività di team building a basso impatto. Perché, come accade per la nostra Relazione, ogni cambiamento concreto inizia sempre da un primo passo.